Roma accoglie il Bianchello del Metauro Doc

Giovedì 04 Ottobre, a Roma, prima degustazione del Bianchello del Metauro Doc in una delle sale del prestigioso Hotel Cavalieri, sede romana della FIS – Federazione Italiana Sommelier.
Franco Maria Ricci guiderà un seminario degustazione che prevede un assaggio in singolo turno in abbinamento a prodotti tipici marchigiani e che permetterà la valutazione della Doc ad oltre 100 professionisti del settore.

A rappresentare il Bianchello del Metauro DOC, le aziende partecipanti al progetto “Bianchello d’Autore”:  Bruscia, Cignano, Di Sante, Fiorini, Il Conventino di Monteciccardo, Mariotti, Morelli, Terracruda, Villa Ligi, con il sostegno di IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Una tappa importante per questo vitigno  che conferma la sua crescita in termini di qualità, produzione e notorietà. La vendemmia in corso, dopo un’estate calda con escursioni termiche giorno/notte capaci di favorire profumi più intensi e una crescita della produzione del 15%, favorirà i numeri dei produttori di Bianchello del Metauro.

Si preannuncia un’ottima annata soprattutto dal punto di vista qualitativo con aromi e sentori ricchi ma equilibrati” aggiungono i vignaioli di Bianchello d’Autore produttori di circa 6mila ettolitri e 400.000 bottiglie l’anno di Bianchello del Metauro (e di altrettante bottiglie di altre etichette).

Dati in crescita anche per l’export che nel 2017 ha segnato, per il gruppo, un +8% e che “per l’anno in corso ci aspettiamo arrivi al +10%”. In generale, le cantine di Bianchello d’Autore indicano un 60% di produzione destinato al mercato locale, un 20% al nazionale e un 20% all’estero.

Fratte Rosa, Favetta e Biodiversità


La festa della Fava e dei Tacconi di Torre San Marco,  
sabato 12 e domenica 13 maggio 2018, si è vestita di emozioni più intense rispetto alle precedenti edizioni, per la condivisione di una gioia e di un progetto che rappresenta anche un impegno corale di una comunità, quella di Fratte Rosa.

Durante il convegno,  svoltosi nel pomeriggio di sabato 12 maggio, le firme dell’accordo tra Slow Food e la comunità di Fratte Rosa – quelle di Francesca Baldereschi, responsabile nazionale dei Presidi Slow Food e del sindaco Alessandro Avaltroni per Fratte Rosa –  hanno sancito ufficialmente la Fava di Fratte Rosa Presidio Slow Food.

Circa 18 anni fa, da una manciata di semi ritrovati e dalla scelta coraggiosa di alcuni agricoltori custodi, riunitisi nell’Associazione Fava di Fratte Rosa, è partito un lavoro metodico e costante di studio e ricerca che – coordinato dal Comune di Fratte Rosa in collaborazione con il GAL Flamina-Cesano, il CRA, l’ASSAM e l’Università Politecnica delle Marche – ha portato al recupero del seme in purezza.

Vicia Faba Maior è la denominazione botanica di questa varietà autoctona di fava, che coltivata sul terreno argilloso e ricco di calcare, qui chiamato Lubaco, si distingue dalla fava comune per evidenti  caratteristiche: il baccello corto che arriva a contenere un massimo di quattro semi, che rimangono dalla consistenza tenera e mantengono una dolcezza  anche a piena maturazione. Ricca di polifenoli, proteine, fibre, vitamine e sali minerali, questo biotipo di fava ha ottime capacità antiossidantiIl riconoscimento a Presidio è indubbiamente il traguardo di un percorso ma anche un nuovo punto di partenza per dare a questa piccola realtà territoriale la possibilità di essere conosciuta ed apprezzata, in un’ottica decisamente più ampia,oltre i confini provinciali e regionali.

Ma dove e come si colloca un Presidio Slow Food?
Il progetto Presidio Slow Food  nasce come naturale evoluzione dell’Arca del Gusto per il recupero, tutela e valorizzazione di piccole produzioni, antichi mestieri e tecniche di lavorazione a rischio estinzione, contribuendo quindi alla salvezza di razze autoctone, di varietà di ortaggi e frutta, come pure alla valorizzazione di territori.
Attualmente nel mondo i presidi sono 541, di cui ben 250 in Italia (ben 9 nelle Marche).
Le caratteristiche fondamentali per cui un prodotto possa arrivare ad essere riconosciuto Presidio sono quelle inscindibili e indissolubilmente collegate al concetto di cibo di qualità e che sono l’asse portante della filosofia Slow Food. Un prodotto rappresentato da un Presidio deve quindi essere:
Buono. Si riferisce alle caratteristiche organolettiche di quel prodotto non solo rispetto al suo essere “sano ma anche al suo gusto, a quanto sia gratificante al nostro palato; in questo concetto di buono è compresa anche la sua connotazione identitaria di rispetto del territorio.

– Pulito Indica la sostenibilità del prodotto alimentare in tutte le sue fasi di lavorazione, dalla produzione delle materie prime al suo consumo, passando per la sua trasformazione fino alla distribuzione.

Giusto, infine, riguarda la giustizia sociale: i proventi della vendita del prodotto devono essere giustamente retribuiti a coloro che ci hanno lavorato, e devono essere giusti, sia dal punto di vista economico che sociale.

In un’ottica di continuità e coerenza con questo percorso, si colloca un’interessante ciclo di incontri con produttori sul tema della biodiversità organizzati a Fratte Rosa dalla Cantina TerraCruda, tutti i mercoledì dei mesi di luglio ed agosto.
Proprio i primi due appuntamenti hanno avuto come protagonisti due Presidi Slow Food delle Marche: mercoledì 3 luglio è stata la volta de la
Cicerchia di Serra De Conti e della coop. La Bona Usanza  SCARL, mercoledì 18 luglio è invece toccato proprio alla Favetta di Fratte Rosa con  l’Associazione fava di Fratte Rosa e l’Azienda Agricola I Lubachi. 

Luca Avenanti di Cantina Terracruda, ha introdotto la serata ed ha presentato gli ospiti: Rodolfo Rosatelli nella duplice veste di produttore per l’Azienda Agricola I Lubachi e di rappresentante dell’Associazione fava di Fratte Rosa, che, insieme con Enrico Tacchi, responsabile per Slow Food del Presidio, ha raccontato ai numerosi ospiti della serata la Favetta e il percorso che ha portato alla sua realizzazione. 

Ma Fratte Rosa è una comunità coesa,  e credo che questa sia una tra le più grande ricchezze di questo piccolo borgo.
La
Cantina TerraCruda ha invitato altre attività imprenditoriali che sono  presenti e co-protagoniste sul territorio, che con la loro professionalità contribuiscono alla valorizzazione non solo del loro lavoro ma anche di questo prezioso biotipo di fava, versatile nei suoi semilavorati:
la Bottega del Pane, locale storico del borgo a conduzione familiare da tre generazioni,  nella persona di Tommaso Montoni  ha preparato per la serata dell’ottimo pane, delle piadine e dei dolci realizzati con farina di fava di Fratte Rosa ;
Francesco Gaudenzi, del Ristorante La Graticola, ha contribuito con i suoi tacconi, pasta realizzata artigianalmente con la farina della gustosissima favetta.

A completamento di  queste pietanze, che si sono alternate con altre portate a tema favetta a cura dellla Cantina Terracruda,  una folta rappresentanza dei pregiati vini della Cantina,  in abbinamento alla cena curata nei minimi dettagli: dalla novità rappresentata da “Ciao“, da Bianchello del Metauro Doc metodo ancestrale, a quelli che ormai da tempo sono dei “cavalli vincenti” di TerraCruda: il Bianchello Metodo Classico, l’ Ortaia, Pergola Doc Aleatico Superiore, all’Olpe, Colli Pesaresi Doc Sangiovese Riserva, fino ai due vini dolci, il passito di bianchello Ara Murata e alla Visciolata
Vini che coralmente, insieme a tutti i protagonisti di questo incontro, raccontano un territorio ricco di tradizioni e storia ma che danno anche la percezione chiara di ciò che rappresenta essere una vera comunità, di cosa significa
fare rete  concretamente e con lo spirito più giusto: tramite il rispetto e la condivisione dell’operato di tutte le maestranze, che rappresentano se stesse e la loro professionalità ma che riescono anche a far convergere tutto ciò verso un più grande e comune obiettivo: la promozione di un territorio.

Ecco cosa mi piace di Fratte Rosa.
Ecco cosa mi ha fatto appassionare e che mi fa sentire parte di questa comunità.
In un mondo globalizzato e pieno di brutture qui, tra queste colline, c’è  ancora qualcosa di bello che cresce e si alimenta. Un esempio da emulare e di cui tutti indistintamente possiamo essere fruitori e portatori altrove.
Per chi vorrà seguirmi qui, il viaggio continua con i prossimi mercoledì a tema Biodiversità presso la Cantina Terracruda:
mercoledì 18 Luglio Pane, Farro, Ceci e Cereali di Giuditta ed Agnese de Il Gentil Verde

Fonti ed approfondimenti:
Associazione fava di Fratte Rosa http://www.favettadifratterosa.it/
I Presidi Slow Food http://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/i-presidi/
Cantina Terracruda http://www.terracruda.it/
La Bottega del Pane http://www.facebook.com/PanificioPasticceriadal1934/
Ristorante La Graticola  http://www.facebook.com/lagraticola/

Grazie Sara

Ho avuto il privilegio di poter godere dell’amicizia di Sara ed oggi provo a scrivere due righe per renderle omaggio e portare la mia testimonianza, l’ennesima, della straordinaria persona che è stata, è e sarà sempre per me, come per tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata.

La nostra non è stata  quell’amicizia di due persone che vivono pelle a pelle un frequentarsi quotidiano; è stata quella fatta di stima reciproca, del piacere di ritrovarsi e del condividere idee e confrontarsi su un terreno comune.

Conobbi Sara all’Enolibreria Zazie nel 2011, partecipando ad uno degli eventi degustazione da lei organizzati.
Sin da subito mi colpì per la sua personalità, per il suo modo di porsi, estremamente gentile e cordiale ma anche deciso: una giovane donna con una cultura ed una curiosità culturale che derivavano non solo da studi universitari ma da una passione e dedizione per il proprio territorio non comuni, alimentati sicuramente da un amore per la terra e per la tradizione delle Marche che proviene da dentro.

Ma ciò che subito mi affascinò di lei fu la trasparenza della sua anima: una di quelle rare persone che sono come appaiono, senza maschere di circostanza.
Questa, che all’apparenza poteva risultare forse solo una mia sensazione, si confermò poi, nel tempo della nostra conoscenza, in termini concreti di autentica generosità, di stima, di fiducia e di consapevolezza reciproca dell’esserci, l’una per l’altra.

In questi anni difficili, in cui tra sacrifici e lavori a singhiozzo sono andata avanti seguendo percorsi formativi anche impegnativi dal punto di vista economico, lei mi era sempre non solo da stimolo per crescere e migliorarmi, ma presente e disponibile nel concreto, come un’amica vera, di quelle che ci sono davvero.

Era a conoscenza di una ricerca di personale in un cantina per l’accoglienza?
Mi chiamava: “Giovi, tu stai lavorando? Ti interesserebbe lavorare lì? Posso fare il tuo nome? Poi non so se ti richiamano, ma io intanto posso farlo? “ E quando io mi sminuivo, o a voce alta dicevo “non so, tu dici che sono in grado?” lei subito ribatteva “Ma certo!! Credi che altrimenti avrei pensato a te, se non fossi in grado? Abbi fiducia in te stessa!”

Quando decise di trasferirsi a Pianello e di lasciare le opportunità di lavoro qui in zona un giorno mi chiamò e mi propose un incarico che lei avrebbe comunque rifiutato proprio per evitare di dover ancora andare avanti e indietro in auto dalla costa all’entroterra. Era al corrente che non lavoravo ed ero in grandi difficoltà. Mi chiamò per offrirmi questo lavoro, ed io lo accettai con gioia ed entusiasmo.

Ecco, questo era Sara.
Ora e sempre, per me e per molti di noi, che hanno avuto la fortuna di conoscerla e viverla appieno. Una Donna con una ricchezza interiore incomparabile, un’anima rara e bellissima.

Voglio ricordarla con le sue parole di chiusura della Staffetta del Bianchello del 2014, che oggi mi toccano più forte che mai:

[…]”Questo progetto nasce per la volontà di promuovere un prodotto della nostra zona che alle volte viene dimenticato o sottovalutato.
Sono nata in queste vallate, sono cresciuta qui, in questa piazza ha avuto i natali ed è vissuto Fabio Tombari che scrisse una frase che secondo me è fondamentale :
“ rimani dove Dio t’ha messo, perché i tuoi frutti oltre che più buoni saranno anche i più saporiti.“
Quindi abbiamo camminato perché volevamo dimostrare – con me tanti amici – che per il nostro territorio si fanno sacrifici, che crediamo nei nostri prodotti, nel Bianchello del Metauro, e ci crediamo tanto. Come ci credo io ci credono i produttori che da anni stanno portando avanti questi prodotti.
[…]Con questo progetto abbiamo iniziato un cambiamento perché abbiamo dimostrato che si può fare rete attraverso la stima e che si è ricchi attraverso le nostre relazioni sociali.”

E noi continueremo, a portare avanti i tuoi progetti e le tue idee.
Perchè un po’ della tua ricchezza interiore l’hai trasmessa anche a noi.
Grazie Sara, amica mia.