Fratte Rosa, Favetta e Biodiversità


La festa della Fava e dei Tacconi di Torre San Marco,  
sabato 12 e domenica 13 maggio 2018, si è vestita di emozioni più intense rispetto alle precedenti edizioni, per la condivisione di una gioia e di un progetto che rappresenta anche un impegno corale di una comunità, quella di Fratte Rosa.

Durante il convegno,  svoltosi nel pomeriggio di sabato 12 maggio, le firme dell’accordo tra Slow Food e la comunità di Fratte Rosa – quelle di Francesca Baldereschi, responsabile nazionale dei Presidi Slow Food e del sindaco Alessandro Avaltroni per Fratte Rosa –  hanno sancito ufficialmente la Fava di Fratte Rosa Presidio Slow Food.

Circa 18 anni fa, da una manciata di semi ritrovati e dalla scelta coraggiosa di alcuni agricoltori custodi, riunitisi nell’Associazione Fava di Fratte Rosa, è partito un lavoro metodico e costante di studio e ricerca che – coordinato dal Comune di Fratte Rosa in collaborazione con il GAL Flamina-Cesano, il CRA, l’ASSAM e l’Università Politecnica delle Marche – ha portato al recupero del seme in purezza.

Vicia Faba Maior è la denominazione botanica di questa varietà autoctona di fava, che coltivata sul terreno argilloso e ricco di calcare, qui chiamato Lubaco, si distingue dalla fava comune per evidenti  caratteristiche: il baccello corto che arriva a contenere un massimo di quattro semi, che rimangono dalla consistenza tenera e mantengono una dolcezza  anche a piena maturazione. Ricca di polifenoli, proteine, fibre, vitamine e sali minerali, questo biotipo di fava ha ottime capacità antiossidantiIl riconoscimento a Presidio è indubbiamente il traguardo di un percorso ma anche un nuovo punto di partenza per dare a questa piccola realtà territoriale la possibilità di essere conosciuta ed apprezzata, in un’ottica decisamente più ampia,oltre i confini provinciali e regionali.

Ma dove e come si colloca un Presidio Slow Food?
Il progetto Presidio Slow Food  nasce come naturale evoluzione dell’Arca del Gusto per il recupero, tutela e valorizzazione di piccole produzioni, antichi mestieri e tecniche di lavorazione a rischio estinzione, contribuendo quindi alla salvezza di razze autoctone, di varietà di ortaggi e frutta, come pure alla valorizzazione di territori.
Attualmente nel mondo i presidi sono 541, di cui ben 250 in Italia (ben 9 nelle Marche).
Le caratteristiche fondamentali per cui un prodotto possa arrivare ad essere riconosciuto Presidio sono quelle inscindibili e indissolubilmente collegate al concetto di cibo di qualità e che sono l’asse portante della filosofia Slow Food. Un prodotto rappresentato da un Presidio deve quindi essere:
Buono. Si riferisce alle caratteristiche organolettiche di quel prodotto non solo rispetto al suo essere “sano ma anche al suo gusto, a quanto sia gratificante al nostro palato; in questo concetto di buono è compresa anche la sua connotazione identitaria di rispetto del territorio.

– Pulito Indica la sostenibilità del prodotto alimentare in tutte le sue fasi di lavorazione, dalla produzione delle materie prime al suo consumo, passando per la sua trasformazione fino alla distribuzione.

Giusto, infine, riguarda la giustizia sociale: i proventi della vendita del prodotto devono essere giustamente retribuiti a coloro che ci hanno lavorato, e devono essere giusti, sia dal punto di vista economico che sociale.

In un’ottica di continuità e coerenza con questo percorso, si colloca un’interessante ciclo di incontri con produttori sul tema della biodiversità organizzati a Fratte Rosa dalla Cantina TerraCruda, tutti i mercoledì dei mesi di luglio ed agosto.
Proprio i primi due appuntamenti hanno avuto come protagonisti due Presidi Slow Food delle Marche: mercoledì 3 luglio è stata la volta de la
Cicerchia di Serra De Conti e della coop. La Bona Usanza  SCARL, mercoledì 18 luglio è invece toccato proprio alla Favetta di Fratte Rosa con  l’Associazione fava di Fratte Rosa e l’Azienda Agricola I Lubachi. 

Luca Avenanti di Cantina Terracruda, ha introdotto la serata ed ha presentato gli ospiti: Rodolfo Rosatelli nella duplice veste di produttore per l’Azienda Agricola I Lubachi e di rappresentante dell’Associazione fava di Fratte Rosa, che, insieme con Enrico Tacchi, responsabile per Slow Food del Presidio, ha raccontato ai numerosi ospiti della serata la Favetta e il percorso che ha portato alla sua realizzazione. 

Ma Fratte Rosa è una comunità coesa,  e credo che questa sia una tra le più grande ricchezze di questo piccolo borgo.
La
Cantina TerraCruda ha invitato altre attività imprenditoriali che sono  presenti e co-protagoniste sul territorio, che con la loro professionalità contribuiscono alla valorizzazione non solo del loro lavoro ma anche di questo prezioso biotipo di fava, versatile nei suoi semilavorati:
la Bottega del Pane, locale storico del borgo a conduzione familiare da tre generazioni,  nella persona di Tommaso Montoni  ha preparato per la serata dell’ottimo pane, delle piadine e dei dolci realizzati con farina di fava di Fratte Rosa ;
Francesco Gaudenzi, del Ristorante La Graticola, ha contribuito con i suoi tacconi, pasta realizzata artigianalmente con la farina della gustosissima favetta.

A completamento di  queste pietanze, che si sono alternate con altre portate a tema favetta a cura dellla Cantina Terracruda,  una folta rappresentanza dei pregiati vini della Cantina,  in abbinamento alla cena curata nei minimi dettagli: dalla novità rappresentata da “Ciao“, da Bianchello del Metauro Doc metodo ancestrale, a quelli che ormai da tempo sono dei “cavalli vincenti” di TerraCruda: il Bianchello Metodo Classico, l’ Ortaia, Pergola Doc Aleatico Superiore, all’Olpe, Colli Pesaresi Doc Sangiovese Riserva, fino ai due vini dolci, il passito di bianchello Ara Murata e alla Visciolata
Vini che coralmente, insieme a tutti i protagonisti di questo incontro, raccontano un territorio ricco di tradizioni e storia ma che danno anche la percezione chiara di ciò che rappresenta essere una vera comunità, di cosa significa
fare rete  concretamente e con lo spirito più giusto: tramite il rispetto e la condivisione dell’operato di tutte le maestranze, che rappresentano se stesse e la loro professionalità ma che riescono anche a far convergere tutto ciò verso un più grande e comune obiettivo: la promozione di un territorio.

Ecco cosa mi piace di Fratte Rosa.
Ecco cosa mi ha fatto appassionare e che mi fa sentire parte di questa comunità.
In un mondo globalizzato e pieno di brutture qui, tra queste colline, c’è  ancora qualcosa di bello che cresce e si alimenta. Un esempio da emulare e di cui tutti indistintamente possiamo essere fruitori e portatori altrove.
Per chi vorrà seguirmi qui, il viaggio continua con i prossimi mercoledì a tema Biodiversità presso la Cantina Terracruda:
mercoledì 18 Luglio Pane, Farro, Ceci e Cereali di Giuditta ed Agnese de Il Gentil Verde

Fonti ed approfondimenti:
Associazione fava di Fratte Rosa http://www.favettadifratterosa.it/
I Presidi Slow Food http://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/i-presidi/
Cantina Terracruda http://www.terracruda.it/
La Bottega del Pane http://www.facebook.com/PanificioPasticceriadal1934/
Ristorante La Graticola  http://www.facebook.com/lagraticola/

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