Grazie Sara

Ho avuto il privilegio di poter godere dell’amicizia di Sara ed oggi provo a scrivere due righe per renderle omaggio e portare la mia testimonianza, l’ennesima, della straordinaria persona che è stata, è e sarà sempre per me, come per tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata.

La nostra non è stata  quell’amicizia di due persone che vivono pelle a pelle un frequentarsi quotidiano; è stata quella fatta di stima reciproca, del piacere di ritrovarsi e del condividere idee e confrontarsi su un terreno comune.

Conobbi Sara all’Enolibreria Zazie nel 2011, partecipando ad uno degli eventi degustazione da lei organizzati.
Sin da subito mi colpì per la sua personalità, per il suo modo di porsi, estremamente gentile e cordiale ma anche deciso: una giovane donna con una cultura ed una curiosità culturale che derivavano non solo da studi universitari ma da una passione e dedizione per il proprio territorio non comuni, alimentati sicuramente da un amore per la terra e per la tradizione delle Marche che proviene da dentro.

Ma ciò che subito mi affascinò di lei fu la trasparenza della sua anima: una di quelle rare persone che sono come appaiono, senza maschere di circostanza.
Questa, che all’apparenza poteva risultare forse solo una mia sensazione, si confermò poi, nel tempo della nostra conoscenza, in termini concreti di autentica generosità, di stima, di fiducia e di consapevolezza reciproca dell’esserci, l’una per l’altra.

In questi anni difficili, in cui tra sacrifici e lavori a singhiozzo sono andata avanti seguendo percorsi formativi anche impegnativi dal punto di vista economico, lei mi era sempre non solo da stimolo per crescere e migliorarmi, ma presente e disponibile nel concreto, come un’amica vera, di quelle che ci sono davvero.

Era a conoscenza di una ricerca di personale in un cantina per l’accoglienza?
Mi chiamava: “Giovi, tu stai lavorando? Ti interesserebbe lavorare lì? Posso fare il tuo nome? Poi non so se ti richiamano, ma io intanto posso farlo? “ E quando io mi sminuivo, o a voce alta dicevo “non so, tu dici che sono in grado?” lei subito ribatteva “Ma certo!! Credi che altrimenti avrei pensato a te, se non fossi in grado? Abbi fiducia in te stessa!”

Quando decise di trasferirsi a Pianello e di lasciare le opportunità di lavoro qui in zona un giorno mi chiamò e mi propose un incarico che lei avrebbe comunque rifiutato proprio per evitare di dover ancora andare avanti e indietro in auto dalla costa all’entroterra. Era al corrente che non lavoravo ed ero in grandi difficoltà. Mi chiamò per offrirmi questo lavoro, ed io lo accettai con gioia ed entusiasmo.

Ecco, questo era Sara.
Ora e sempre, per me e per molti di noi, che hanno avuto la fortuna di conoscerla e viverla appieno. Una Donna con una ricchezza interiore incomparabile, un’anima rara e bellissima.

Voglio ricordarla con le sue parole di chiusura della Staffetta del Bianchello del 2014, che oggi mi toccano più forte che mai:

[…]”Questo progetto nasce per la volontà di promuovere un prodotto della nostra zona che alle volte viene dimenticato o sottovalutato.
Sono nata in queste vallate, sono cresciuta qui, in questa piazza ha avuto i natali ed è vissuto Fabio Tombari che scrisse una frase che secondo me è fondamentale :
“ rimani dove Dio t’ha messo, perché i tuoi frutti oltre che più buoni saranno anche i più saporiti.“
Quindi abbiamo camminato perché volevamo dimostrare – con me tanti amici – che per il nostro territorio si fanno sacrifici, che crediamo nei nostri prodotti, nel Bianchello del Metauro, e ci crediamo tanto. Come ci credo io ci credono i produttori che da anni stanno portando avanti questi prodotti.
[…]Con questo progetto abbiamo iniziato un cambiamento perché abbiamo dimostrato che si può fare rete attraverso la stima e che si è ricchi attraverso le nostre relazioni sociali.”

E noi continueremo, a portare avanti i tuoi progetti e le tue idee.
Perchè un po’ della tua ricchezza interiore l’hai trasmessa anche a noi.
Grazie Sara, amica mia.