Roma accoglie il Bianchello del Metauro Doc

Giovedì 04 Ottobre, a Roma, prima degustazione del Bianchello del Metauro Doc in una delle sale del prestigioso Hotel Cavalieri, sede romana della FIS – Federazione Italiana Sommelier.
Franco Maria Ricci guiderà un seminario degustazione che prevede un assaggio in singolo turno in abbinamento a prodotti tipici marchigiani e che permetterà la valutazione della Doc ad oltre 100 professionisti del settore.

A rappresentare il Bianchello del Metauro DOC, le aziende partecipanti al progetto “Bianchello d’Autore”:  Bruscia, Cignano, Di Sante, Fiorini, Il Conventino di Monteciccardo, Mariotti, Morelli, Terracruda, Villa Ligi, con il sostegno di IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Una tappa importante per questo vitigno  che conferma la sua crescita in termini di qualità, produzione e notorietà. La vendemmia in corso, dopo un’estate calda con escursioni termiche giorno/notte capaci di favorire profumi più intensi e una crescita della produzione del 15%, favorirà i numeri dei produttori di Bianchello del Metauro.

Si preannuncia un’ottima annata soprattutto dal punto di vista qualitativo con aromi e sentori ricchi ma equilibrati” aggiungono i vignaioli di Bianchello d’Autore produttori di circa 6mila ettolitri e 400.000 bottiglie l’anno di Bianchello del Metauro (e di altrettante bottiglie di altre etichette).

Dati in crescita anche per l’export che nel 2017 ha segnato, per il gruppo, un +8% e che “per l’anno in corso ci aspettiamo arrivi al +10%”. In generale, le cantine di Bianchello d’Autore indicano un 60% di produzione destinato al mercato locale, un 20% al nazionale e un 20% all’estero.

Fratte Rosa, Favetta e Biodiversità


La festa della Fava e dei Tacconi di Torre San Marco,  
sabato 12 e domenica 13 maggio 2018, si è vestita di emozioni più intense rispetto alle precedenti edizioni, per la condivisione di una gioia e di un progetto che rappresenta anche un impegno corale di una comunità, quella di Fratte Rosa.

Durante il convegno,  svoltosi nel pomeriggio di sabato 12 maggio, le firme dell’accordo tra Slow Food e la comunità di Fratte Rosa – quelle di Francesca Baldereschi, responsabile nazionale dei Presidi Slow Food e del sindaco Alessandro Avaltroni per Fratte Rosa –  hanno sancito ufficialmente la Fava di Fratte Rosa Presidio Slow Food.

Circa 18 anni fa, da una manciata di semi ritrovati e dalla scelta coraggiosa di alcuni agricoltori custodi, riunitisi nell’Associazione Fava di Fratte Rosa, è partito un lavoro metodico e costante di studio e ricerca che – coordinato dal Comune di Fratte Rosa in collaborazione con il GAL Flamina-Cesano, il CRA, l’ASSAM e l’Università Politecnica delle Marche – ha portato al recupero del seme in purezza.

Vicia Faba Maior è la denominazione botanica di questa varietà autoctona di fava, che coltivata sul terreno argilloso e ricco di calcare, qui chiamato Lubaco, si distingue dalla fava comune per evidenti  caratteristiche: il baccello corto che arriva a contenere un massimo di quattro semi, che rimangono dalla consistenza tenera e mantengono una dolcezza  anche a piena maturazione. Ricca di polifenoli, proteine, fibre, vitamine e sali minerali, questo biotipo di fava ha ottime capacità antiossidantiIl riconoscimento a Presidio è indubbiamente il traguardo di un percorso ma anche un nuovo punto di partenza per dare a questa piccola realtà territoriale la possibilità di essere conosciuta ed apprezzata, in un’ottica decisamente più ampia,oltre i confini provinciali e regionali.

Ma dove e come si colloca un Presidio Slow Food?
Il progetto Presidio Slow Food  nasce come naturale evoluzione dell’Arca del Gusto per il recupero, tutela e valorizzazione di piccole produzioni, antichi mestieri e tecniche di lavorazione a rischio estinzione, contribuendo quindi alla salvezza di razze autoctone, di varietà di ortaggi e frutta, come pure alla valorizzazione di territori.
Attualmente nel mondo i presidi sono 541, di cui ben 250 in Italia (ben 9 nelle Marche).
Le caratteristiche fondamentali per cui un prodotto possa arrivare ad essere riconosciuto Presidio sono quelle inscindibili e indissolubilmente collegate al concetto di cibo di qualità e che sono l’asse portante della filosofia Slow Food. Un prodotto rappresentato da un Presidio deve quindi essere:
Buono. Si riferisce alle caratteristiche organolettiche di quel prodotto non solo rispetto al suo essere “sano ma anche al suo gusto, a quanto sia gratificante al nostro palato; in questo concetto di buono è compresa anche la sua connotazione identitaria di rispetto del territorio.

– Pulito Indica la sostenibilità del prodotto alimentare in tutte le sue fasi di lavorazione, dalla produzione delle materie prime al suo consumo, passando per la sua trasformazione fino alla distribuzione.

Giusto, infine, riguarda la giustizia sociale: i proventi della vendita del prodotto devono essere giustamente retribuiti a coloro che ci hanno lavorato, e devono essere giusti, sia dal punto di vista economico che sociale.

In un’ottica di continuità e coerenza con questo percorso, si colloca un’interessante ciclo di incontri con produttori sul tema della biodiversità organizzati a Fratte Rosa dalla Cantina TerraCruda, tutti i mercoledì dei mesi di luglio ed agosto.
Proprio i primi due appuntamenti hanno avuto come protagonisti due Presidi Slow Food delle Marche: mercoledì 3 luglio è stata la volta de la
Cicerchia di Serra De Conti e della coop. La Bona Usanza  SCARL, mercoledì 18 luglio è invece toccato proprio alla Favetta di Fratte Rosa con  l’Associazione fava di Fratte Rosa e l’Azienda Agricola I Lubachi. 

Luca Avenanti di Cantina Terracruda, ha introdotto la serata ed ha presentato gli ospiti: Rodolfo Rosatelli nella duplice veste di produttore per l’Azienda Agricola I Lubachi e di rappresentante dell’Associazione fava di Fratte Rosa, che, insieme con Enrico Tacchi, responsabile per Slow Food del Presidio, ha raccontato ai numerosi ospiti della serata la Favetta e il percorso che ha portato alla sua realizzazione. 

Ma Fratte Rosa è una comunità coesa,  e credo che questa sia una tra le più grande ricchezze di questo piccolo borgo.
La
Cantina TerraCruda ha invitato altre attività imprenditoriali che sono  presenti e co-protagoniste sul territorio, che con la loro professionalità contribuiscono alla valorizzazione non solo del loro lavoro ma anche di questo prezioso biotipo di fava, versatile nei suoi semilavorati:
la Bottega del Pane, locale storico del borgo a conduzione familiare da tre generazioni,  nella persona di Tommaso Montoni  ha preparato per la serata dell’ottimo pane, delle piadine e dei dolci realizzati con farina di fava di Fratte Rosa ;
Francesco Gaudenzi, del Ristorante La Graticola, ha contribuito con i suoi tacconi, pasta realizzata artigianalmente con la farina della gustosissima favetta.

A completamento di  queste pietanze, che si sono alternate con altre portate a tema favetta a cura dellla Cantina Terracruda,  una folta rappresentanza dei pregiati vini della Cantina,  in abbinamento alla cena curata nei minimi dettagli: dalla novità rappresentata da “Ciao“, da Bianchello del Metauro Doc metodo ancestrale, a quelli che ormai da tempo sono dei “cavalli vincenti” di TerraCruda: il Bianchello Metodo Classico, l’ Ortaia, Pergola Doc Aleatico Superiore, all’Olpe, Colli Pesaresi Doc Sangiovese Riserva, fino ai due vini dolci, il passito di bianchello Ara Murata e alla Visciolata
Vini che coralmente, insieme a tutti i protagonisti di questo incontro, raccontano un territorio ricco di tradizioni e storia ma che danno anche la percezione chiara di ciò che rappresenta essere una vera comunità, di cosa significa
fare rete  concretamente e con lo spirito più giusto: tramite il rispetto e la condivisione dell’operato di tutte le maestranze, che rappresentano se stesse e la loro professionalità ma che riescono anche a far convergere tutto ciò verso un più grande e comune obiettivo: la promozione di un territorio.

Ecco cosa mi piace di Fratte Rosa.
Ecco cosa mi ha fatto appassionare e che mi fa sentire parte di questa comunità.
In un mondo globalizzato e pieno di brutture qui, tra queste colline, c’è  ancora qualcosa di bello che cresce e si alimenta. Un esempio da emulare e di cui tutti indistintamente possiamo essere fruitori e portatori altrove.
Per chi vorrà seguirmi qui, il viaggio continua con i prossimi mercoledì a tema Biodiversità presso la Cantina Terracruda:
mercoledì 18 Luglio Pane, Farro, Ceci e Cereali di Giuditta ed Agnese de Il Gentil Verde

Fonti ed approfondimenti:
Associazione fava di Fratte Rosa http://www.favettadifratterosa.it/
I Presidi Slow Food http://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/i-presidi/
Cantina Terracruda http://www.terracruda.it/
La Bottega del Pane http://www.facebook.com/PanificioPasticceriadal1934/
Ristorante La Graticola  http://www.facebook.com/lagraticola/

Grazie Sara

Ho avuto il privilegio di poter godere dell’amicizia di Sara ed oggi provo a scrivere due righe per renderle omaggio e portare la mia testimonianza, l’ennesima, della straordinaria persona che è stata, è e sarà sempre per me, come per tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata.

La nostra non è stata  quell’amicizia di due persone che vivono pelle a pelle un frequentarsi quotidiano; è stata quella fatta di stima reciproca, del piacere di ritrovarsi e del condividere idee e confrontarsi su un terreno comune.

Conobbi Sara all’Enolibreria Zazie nel 2011, partecipando ad uno degli eventi degustazione da lei organizzati.
Sin da subito mi colpì per la sua personalità, per il suo modo di porsi, estremamente gentile e cordiale ma anche deciso: una giovane donna con una cultura ed una curiosità culturale che derivavano non solo da studi universitari ma da una passione e dedizione per il proprio territorio non comuni, alimentati sicuramente da un amore per la terra e per la tradizione delle Marche che proviene da dentro.

Ma ciò che subito mi affascinò di lei fu la trasparenza della sua anima: una di quelle rare persone che sono come appaiono, senza maschere di circostanza.
Questa, che all’apparenza poteva risultare forse solo una mia sensazione, si confermò poi, nel tempo della nostra conoscenza, in termini concreti di autentica generosità, di stima, di fiducia e di consapevolezza reciproca dell’esserci, l’una per l’altra.

In questi anni difficili, in cui tra sacrifici e lavori a singhiozzo sono andata avanti seguendo percorsi formativi anche impegnativi dal punto di vista economico, lei mi era sempre non solo da stimolo per crescere e migliorarmi, ma presente e disponibile nel concreto, come un’amica vera, di quelle che ci sono davvero.

Era a conoscenza di una ricerca di personale in un cantina per l’accoglienza?
Mi chiamava: “Giovi, tu stai lavorando? Ti interesserebbe lavorare lì? Posso fare il tuo nome? Poi non so se ti richiamano, ma io intanto posso farlo? “ E quando io mi sminuivo, o a voce alta dicevo “non so, tu dici che sono in grado?” lei subito ribatteva “Ma certo!! Credi che altrimenti avrei pensato a te, se non fossi in grado? Abbi fiducia in te stessa!”

Quando decise di trasferirsi a Pianello e di lasciare le opportunità di lavoro qui in zona un giorno mi chiamò e mi propose un incarico che lei avrebbe comunque rifiutato proprio per evitare di dover ancora andare avanti e indietro in auto dalla costa all’entroterra. Era al corrente che non lavoravo ed ero in grandi difficoltà. Mi chiamò per offrirmi questo lavoro, ed io lo accettai con gioia ed entusiasmo.

Ecco, questo era Sara.
Ora e sempre, per me e per molti di noi, che hanno avuto la fortuna di conoscerla e viverla appieno. Una Donna con una ricchezza interiore incomparabile, un’anima rara e bellissima.

Voglio ricordarla con le sue parole di chiusura della Staffetta del Bianchello del 2014, che oggi mi toccano più forte che mai:

[…]”Questo progetto nasce per la volontà di promuovere un prodotto della nostra zona che alle volte viene dimenticato o sottovalutato.
Sono nata in queste vallate, sono cresciuta qui, in questa piazza ha avuto i natali ed è vissuto Fabio Tombari che scrisse una frase che secondo me è fondamentale :
“ rimani dove Dio t’ha messo, perché i tuoi frutti oltre che più buoni saranno anche i più saporiti.“
Quindi abbiamo camminato perché volevamo dimostrare – con me tanti amici – che per il nostro territorio si fanno sacrifici, che crediamo nei nostri prodotti, nel Bianchello del Metauro, e ci crediamo tanto. Come ci credo io ci credono i produttori che da anni stanno portando avanti questi prodotti.
[…]Con questo progetto abbiamo iniziato un cambiamento perché abbiamo dimostrato che si può fare rete attraverso la stima e che si è ricchi attraverso le nostre relazioni sociali.”

E noi continueremo, a portare avanti i tuoi progetti e le tue idee.
Perchè un po’ della tua ricchezza interiore l’hai trasmessa anche a noi.
Grazie Sara, amica mia.

Senigallia Wine Festival 2018 ai Portici Ercolani

Ottimo bilancio quello del Senigallia Wine Festival 2018, sia in termini di interesse che di affluenza di pubblico: centinaia di persone si sono avvicendate sin dalla mattinata e fino alla chiusura della manifestazione ed hanno accolto con estremo interesse i produttori e assaggiato la notevole varietà di vini disponibili in degustazione.
Più che raddoppiato rispetto allo scorso anno  il numero delle aziende vitivinicole partecipanti, provenienti non solo dalle Marche ma anche da Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Piemonte e Friuli Venezia Giulia.
L’evento –  patrocinato dall’Amministrazione comunale e organizzato dalla Condotta Slow Food  Senigallia in collaborazione con la FIVI (Federazione italiana vignaioli indipendenti) e la FISAR – Federazione italiana sommelier albergatori ristoratori – Delegazione dei Castelli di Jesi  –  per questa sua seconda edizione ha preferito cambiare la propria originaria location , dall’ex Pescheria dei Foro Annonario ai Portici Ercolani, ed ha prolungato anche l’orario di apertura al pubblico, dalle 11 alle 22 per l’intera giornata di domenica 29 aprile.
Prologo alla manifestazione è stata, sabato 28 aprile, presso l’Auditorium San Rocco, la presentazione del libro “Il grande viaggio del vino”, edito da Slow Food Editore con l’illustre presenza di Fabio Giavedoni, uno dei redattori della guida Slow Wine.
Altra interessante novità di questa edizione 2018 è stato un laboratorio tecnico  per gli appassionati del Verdicchio, organizzato alle 17.30 di domenica 28 presso il Palazzetto Baviera a cura di Francesco Quercetti.
Gli organizzatori dell’evento  insieme con il Comune di Senigallia stanno già guardando avanti alla terza edizione e ad una nuova probabile location, per un appuntamento che si appresta a rimanere una conferma per la città di Senigallia e per coloro che amano praticare e  fruire di cultura di vino e di territorio. I miei personali complimenti a Corrado de Michelis ed al suo staff per questo bellissimo risultato.
Ci rivediamo il prossimo anno!

 

SORGENTEDELVINO LIVE X° Edizione- Vini Naturali a Piacenza

Si rinnova l’appuntamento con SorgentedelVino LIVE, giunto alla sua decima edizione. Da Sabato 10 a lunedì 12 febbraio 2018, presso  Piacenza Expo 150 vignaioli, italiani ed europei, presenteranno e racconteranno i propri vini naturali ed il loro territorio.
“In queste 10 edizioni di SorgentedelVino LIVE – dicono gli organizzatori – abbiamo fatto conoscere tanti vignaioli, ma sono sempre più numerosi i produttori che scelgono la strada delle vinificazioni all’antica. Abbiamo osservato anche un netto miglioramento della qualità, segno di una maggiore padronanza delle tecniche di vinificazione sia da parte dei vignaioli più affermati che da parte dei tanti giovani che si sono avvicinati a questo lavoro.”

Insieme alla possibilità di assaggio e acquisto ai banchi di degustazione dei vignaioli e degli artigiani del cibo, sarà possibile seguire una serie di approfondimenti, distribuiti durante tutti i tre giorni della manifestazione.

Quest’anno particolare attenzione sarà dedicata alla Calabria. Oltre al folto gruppo di vignaioli ed artigiani del cibo nello stand dedicato “Onda Calabra”, segnaliamo la mostra fotografica EF014ME di Marco Zanella, membro del collettivo fotografico Cesura, domenica, ore 14, la degustazione di Moscato di Saracena, a cura di Claudio Viola ed alle ore 16 una degustazione guidata da Matteo Galello,  che ci darà una panoramica completa dei differenti terroir della regione.

Tra gli altri appuntamenti rilevanti da segnalare : sabato alle ore 14 Massimo Zanichelli presenta il suo libro “Effervescenze”, con degustazione di 6 vini  in rappresentanza di diversi territori. Alle ore 16, nella stessa giornata, presentazione del progetto Olio Bene Comune, a cura dell’Associazione Olivicoltori del Pratomagno.

Domenica 11 febbraio gli appuntamenti aprono alle ore 11 con la conferenza di Alessandro Filippi dedicata ai vini bioenergetici, alle ore 12 la degustazione “Il vino naturale, 25 anni di passioni e scoperte” condotta dal direttore di Porthos, Sandro Sangiorgi.

Ultimo appuntamento lunedì mattina alle ore 9, prima dell’apertura finale degli stand, quello con Sandro Sangiorgi per una conversazione pubblica sul tema “Dieci anni di vini naturali italiani” dove sarà possibile assistere e partecipare ad un dibattito tra vignaioli e studiosi rispetto a questa tematica.

Orari di apertura degli stand : sabato 10 febbraio ore 12-18, domenica 11 febbraio ore 10-18 e lunedì 12 febbraio ore 12-18. Ingresso: 15 euro.

Per informazioni: www.sorgentedelvinolive.org
Tel: 348 -7186660 – e-mail: live@sorgentedelvino.it

 

Gran Galà del Tartufo Bianco 2016, abbinamenti vino & tartufo a Sant’Angelo in Vado (PU)

14494723_625373490977827_418740383029615017_nSi è riunita mercoledì 19 ottobre 2016 la commissione formata da sommelier, enogastronomi, giornalisti ed esperti di settore per determinare i migliori abbinamenti tra le portate proposte dagli chef e la campionatura dei vini –  selezionati tra le cantine della provincia di Pesaro e Urbino – per il Gran Galà del Tartufo bianco 2016 – evento a cura della delegazione Ais Urbino-Montefeltro e del comune di Sant’Angelo in Vado –  che avrà luogo il 26 ottobre 2016 presso la Corte Gastronomica di Palazzo Mercuri, nell’ambito della 53° Mostra Nazionale del Tartufo Bianco pregiato delle Marche. 
Ciascuna bottiglia, preventivamente bendata proprio per assicurare l’assoluta imparzialità da parte dei commissari, è stata servita in abbinamento ai piatti, frutto della creatività degli chef e caratterizzati dalla presenza del tartufo, ingrediente principe e protagonista della manifestazione.
Obiettivo dell’evento è la valorizzazione delle pregiate eccellenze enogastronomiche delle Marche e del Montefeltro, dando risalto primariamente a questo prezioso fungo ipogeo grazie all’estro creativo di 5 giovani chef e all’abbinamento dei loro piatti con altrettanto pregiati vini prodotti da cantine del nostro territorio.

Queste le proposte degli chef insieme agli abbinamenti,  risultato del lavoro della commissione:

“Autunno nelle Marke” di Alberto Melagrana, in abbinamento con il vino Bellaluce 2015 dell’Azienda Agricola Savelli;
“Illusione dell’uovo al tegamino” di Gianluca Passetti, abbinato a Bianco Assoluto 2015 dell’Azienda Cignano;
“Bianconiglio” di Andrea Marzoli abbinato a Andy 2014 dell’Azienda Fiorini;
“Acqua e Terra” di Cristian Sartori, in abbinamento a Gessara 2015 Azienda Giuseppe Vitali;
“Scrigno di Ori bianchi” di Daniele Forlucci, in abbinamento ad Estasi 2011, Azienda La Montata.

Appuntamento al 26 prossimo venturo per degustare queste pregevoli creazioni e per raccontarle, insieme al risultato di questi magnifici vini in abbinamento, ai miei lettori dalle pagine di questo blog. Seguiteci!

Cantiano, premio “Piazza del Gusto” 2016

Basagnaccoli_CantianoSono i basagnaccoli di Gianluca Matteacci, che ha rappresentato il Maeve’s Pub,  il piatto vincitore della IV° edizione del concorso enogastronomico tra ristoratori  a Cantiano nell’ambito della manifestazione “Piazza del Gusto“, organizzato anche quest’anno, mercoledì 27 aprile 2016, dal Comune di Cantiano in collaborazione con Ais (Associazione Italiana Sommelier)  – Delegazione Urbino-Montefeltro.  Questo piatto è legato alla tradizione cantianese: farina di grano, acqua e sale, che viene composta a mo di tagliatelle, ma molto piatte e lisce, non rugose. L’innovazione e l’originalità del Matteacci nel condimento: sugo di baccalà in bianco con una spolverata di pane di Chiaserna grattugiato e tostato, completato da un pizzico di colore e profumo dato dal prezzemolo. Vino abbinato al piatto il Corniale IGT Marche Bianco, un Incrocio Bruni decisamente di carattere e dalla spiccata sapidità, de “Il Conventino di Monteciccardo” (PU). agnellofritto_Cantiano
Per il miglior abbinamento cibo/vino è stata premiata invece Franca Duro de l’agriturismo Col D’Agello, con un agnello impanato con pane raffermo di Chiaserna e fritto, contornato da carciofi;
l’abbinamento vincente è stato con il nuovo nato della Cantina Fiorini di Barchi (PU), l’Andy’14, un Bianchello del Metauro DOC Superiore , che si è rivelato sorprendentemente armonico ed in buon equilibrio con questa preparazione gastronomica.viniabbinamento_cantiano
Entrambe le giurie, quella tecnica e quella popolare, si sono trovate concordi nel giudizio finale ed entusiaste nel riscontrare in tutti i ristoratori partecipanti alla kermesse la passione per le tipicità del territorio e della tradizione cantianese. Appuntamento al prossimo anno per la V edizione!

Triglia di Bosco|Una chiacchierata con Roberto Dormicchi

TrigliadiBosco_Rossa Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Roberto ormai qualche anno fa. Docente presso l’Istituto Alberghiero di Piobbico (PU), personal Chef e creatore del blog “Triglia di Bosco“,  ambasciatore a tutto tondo e rappresentante della gastronomia della nostra provincia.  Ricordo la stretta di mano, lo sguardo e il fare schietto e pulito, che mi ha immediatamente fatto d’inquadrare la persona che avevo dinanzi a me: un ragazzo che ha costruito, passo dopo passo, la propria professionalità con grande dedizione e attenzione, senza perdere il grande dono dell’umiltà, che alimenta, giorno dopo giorno, in ogni ambito della propria vita personale e professionale, insieme alla passione per la cucina e per i prodotti tipici della regione Marche ed in particolare del territorio della provincia di Pesaro e Urbino.

Roberto Dormicchi_3 Roberto, com’è nata la passione per la cucina e l’idea di “Triglia di Bosco?”

La passione per la cucina nasce da tutto ciò che mi hanno trasmesso fin da piccolo  mia nonna, mia madre e mio padre. Tutti, per mia grande fortuna, abili tra i fornelli e spesso e volentieri intenti a cucinare,   con grande passione e maestria,  i prodotti che in abbondanza provenivano dal nostro splendido e generoso territorio ed in particolar modo da quello del  Monte Nerone e del Monte Montiego. Nello specifico si trattava della cacciagione che sovente riportava mio padre, come lepri, tordi, fagiani, beccacce e dei ricercatissimi e prelibati funghi del Nerone e del Montiego: dai più piccoli, come Bianchinelle, Famigliole e Roscioli, utilizzati per preparare, dopo essere stati essiccati, sughi squisiti per condire la pasta ed il tradizionale polentone alla carbonara; ai più grandi, come Turini, Biettole, Spigni e Porcini, da cuocere in padella o alla griglia e da abbinare alle carni. Profumi semplici, ma intensi ed inebrianti, rimasti impressi per sempre nella mia memoria.
L’idea del blog di cucina “Triglia di bosco” nasce invece da un percorso fatto in questi anni ed è, in particolare, frutto sia delle numerose esperienze che ho vissuto con piacere nelle cucine di vari e rinomati ristoranti, che anche di quelle maturate in ambito scolastico e  anche per le varie collaborazioni che mi hanno visto impegnato in giro per l’Italia e nel mondo. Il messaggio che mi sono fin da subito riproposto di lanciare attraverso il blog è stato quello di far conoscere a tutti , ed in particolare agli appassionati di cucina, quanto di prezioso e unico può “prestare” ed offrire a noi cuochi la ricca terra marchigiana, che, per la sua intrinseca conformazione e natura, risulta estremamente varia e sorprendentemente generosa. “Triglia di bosco” ha rappresentato e rappresenta per me anche una sfida, contro quelle che sono le carenze di una persona che lavora all’interno di un laboratorio di cucina, che si trova a doversi interfacciare e confrontare con persone che, quanto a competenze linguistiche e tecniche, hanno sicuramente qualcosa di diverso, a volte una marcia in più. Il blog, tuttavia, non mi ha spaventato, anzi è stato per me uno stimolo per crescere e migliorarmi ed un rimettermi in gioco, con il preciso intento di far conoscere, attraverso le mie esperienze, la cucina, i piatti ed i prodotti tipici del nostro territorio.

La scelta dell’insegnamento è certamente molto importante nella trasmissione non solo della tua professione ma anche dei valori e della tua filosofia di vita. Cosa significa rapportarsi ogni giorno con i ragazzi dell’alberghiero? Immagino sia un’esperienza stimolante e un arricchimento quotidiano immenso.

Reputo una grande opportunità ed una fortuna la possibilità di insegnare ai giovani questo mestiere  di cui sono profondamente innamorato, per me è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Sicuramente non è capitata così per caso, nella vita per caso succede ben poco. Dalla mia esperienza di docente penso di poter dire che i giovani di oggi – di cui spesso e per una ingiustificata consuetudine, ci lamentiamo – in realtà sono per noi insegnanti ed educatori una fonte di energia incredibile, che ti sprona e stimola giornalmente a dare il massimo, a dare il meglio di te, per poterli guidare e condividere insieme a loro un percorso che può diventare illuminante e utile per entrambi.
Di conseguenza molto spesso sono io che mi arricchisco di quelle che sono le esperienze e conoscenze a volte sorprendenti di questi ragazzi, che ti danno la possibilità di vedere il mondo con degli occhi diversi e nuovi,  giovani, e quindi di poter crescere anche nel tuo mestiere e di riportare questa energia anche nel tuo lavoro, nei tuoi piatti, in quello che realizzi. Allo stesso tempo, ho la fortuna, ma anche la grande responsabilità, di contribuire, nel mio piccolo, a quello che può essere la loro crescita, educazione e cambiamento, in un’età molto delicata per il loro sano sviluppo, morale e professionale.

Sei chiaramente un ambasciatore del nostro territorio e quest’anno hai avuto l’opportunità di rappresentare la Regione Marche e illustrare uno dei nostri prodotti più pregiati, il tartufo d’Acqualagna, all’Expo. Avendo potuto vivere dal vivo questo evento, che idea te ne sei fatto?
Tartufo_dormicchi

E’ stato per me un onore ed un’importante opportunità essere chiamato a Milano dagli esponenti della Regione Marche, per presentare e illustrare quello che nel nostro territorio è il prodotto forse più pregiato, cioè il Tartufo d’Acqualagna, prodotto di spicco che nella cucina marchigiana la fa da padrone, assieme al pesce, alla carne, all’olio extra vergine d’oliva, al vino e a tanti altri che vengono utilizzati e cucinati in maniera magistrale dagli Chef più autorevoli che operano con successo nel nostro territorio. Poter presenziare all’Expo, confrontarmi e parlare di questo straordinario prodotto della nostra terra, delle sue qualità e molteplici possibilità di utilizzo in cucina, davanti a centinaia di persone provenienti da tutto il mondo, mi ha reso estremamente felice, fiero ed orgoglioso delle mie origini e delle mie radici.
L’Expo, ha lasciato in me un segno e una certezza e cioè che il mondo, ed in particolare quanti operano nel settore culinario e della ristorazione, riconoscono nei prodotti italiani e marchigiani qualcosa di speciale. Nel mondo ovviamente esistono tanti altri prodotti eccellenti, che vanno conosciuti e che possono essere utilizzati in cucina e combinati con i prodotti della nostra terra, per realizzare piatti succulenti ed innovativi. Tutto può essere utile e prezioso in cucina e tutto può servire per realizzare, senza stravolgere le ricette della tradizione, nuove e prelibate pietanze, rivisitando ed arricchendo con nuovi profumi e sapori, i piatti tipici del nostro territorio. Logicamente, per far ciò, ci vogliono esperienza, competenze e conoscenze, che rendono possibile sviluppare nuove idee, nuovi e sorprendenti accostamenti, attivare nuovi processi, qualcosa di mai cucinato prima da altri. In tal modo, cucinare risulta non un qualcosa di scontato, banale e già visto, non un meccanico e ripetitivo “copia-incolla”, ma qualcosa di straordinariamente originale, creativo ed altamente affascinante.

Collaborare con Chef come Mauro Uliassi e lavorare insieme al grande Massimo Biagiali al “Giardino”, chissà quante emozioni: c’è un aneddoto che ti viene in mente con questi due grandi professionisti?

In questa domanda hai citato due personaggi che sono fondamentali nel mio percorso di crescita, sia sotto l’aspetto umano che professionale. Massimo Biagiali è una persona straordinaria: in ambito territoriale, lo reputo senza dubbio, uno dei maggiori sostenitori e promotori in giro per il mondo, dei prodotti tipici del nostro territorio. Ambasciatore profondamente innamorato delle tradizioni ed eccellenze marchigiane, imprenditore capace e lungimirante, dotato di grande cultura, grazie alla quale, sa coinvolgere positivamente le persone con cui si interfaccia nel suo lavoro e riesce a trasmettere loro inevitabilmente, il suo sincero amore per questo territorio, i suoi straordinari prodotti e le loro riconosciute ed eccelse qualità.
Uliassi invece è stato per me fonte d’ispirazione e poter collaborare con lui motivo di grande orgoglio, poiché è uno Chef unico, come lo è la sua “brigata”, composta, prima ancora che da cuochi eccellenti, da persone vere, tutte animate da una smisurata passione, dedizione al lavoro e al sacrificio, capaci di gestire lo stress e la fatica, con uno spirito di squadra vincente, che in questo, come in altri settori, fa la differenza e consente di raggiungere risultati e traguardi prestigiosi, altrimenti impossibili.
Prima di dedicarmi anima e corpo a questo mestiere, ho giocato a calcio;  penso che solo nelle migliori squadre c’è uno spirito di collaborazione come lo si può avvertire e respirare all’interno di quella cucina e ciò, a mio parere, è un’ altro grande merito dello Chef, che ha saputo scegliere ed avvalersi di amici e collaboratori, imprescindibili ed irrinunciabili e, come tali, da considerare parte integrante e fondamentale, dei successi conseguiti.
Conoscere Mauro Uliassi e sua sorella Catia, è capitato in un momento cruciale della mia vita professionale, in cui la mia decisione sembrava dover essere quella di lasciare questo mestiere e dedicarmi ad altro, perché questo è un mestiere che, nel momento in cui te ne disaffezioni, non puoi che abbandonarlo.
Averli conosciuti ed aver avuto la possibilità di fare uno stage formativo all’interno della loro struttura, ha cambiato totalmente la mia visione della cucina e di questo mestiere. Ed oggi non mi vergogno nel dire che è stato per me estremamente costruttivo ripartire con grande umiltà dal fare il garzone e poi, pian piano, in punta di piedi, con educazione, spirito di sacrificio, voglia di imparare, crescere, emergere ed affermarmi, riuscire ad inserirmi nei meccanismi ed equilibri di una cucina di prim’ordine, una fra le più importanti d’Italia, meritandomi la stima del gruppo e di Mauro Uliassi, uno degli Chef più ammirati ed autorevoli e sicuramente, uno di quelli che lasceranno il segno, nella storia della cucina italiana di quest’epoca.

In un momento in cui la figura professionale dello Chef rischia di essere inflazionata dai media e quindi esser percepita in maniera tutt’altro che autentica, cosa ti senti di consigliare ad un giovane che desidera intraprendere il tuo percorso?

Cosa mi sento di consigliare io, ad un giovane aspirante cuoco, martellato a livello mediatico, dalle TV, dalla pubblicità, dagli stessi blog di cucina, spero non dal mio, da una visione di questa professione assolutamente distorta e fuorviante ?
ll primo messaggio che voglio lanciare e che, come i miei alunni ben sanno, ripeto sempre anche a scuola, è che il mestiere del Cuoco non è ciò che si vede in televisione o ciò che i programmi televisivi vogliono far credere, quella non è la realtà.

Il mestiere del Cuoco, è fatto di sacrifici, caratterizzato da un rapporto di amore e odio, verso un’attività che richiede tempo, sudore,  e rinunce anche a momenti preziosi e che purtroppo non torneranno, inevitabilmente tolti ai tuoi cari, alla tua famiglia, alla tua fidanzata o al tuo sport preferito.
Sottolineare e mettere ben in evidenza queste caratteristiche e difficoltà non è certo finalizzato a demotivare i ragazzi, ma piuttosto a fargli capire, in maniera seria, onesta e responsabile, che quello del Cuoco, è un mestiere tutt’altro che facile, ma un mestiere nobile, che richiede grande dispendio di energie, tempo e sacrifici.
Sacrifici e tempo, che, se si ha pazienza, volontà, autostima e fiducia nei propri mezzi, verranno sicuramente ripagati dalle tante soddisfazioni, che un mestiere unico, come quello del Cuoco, può dare.
Ho detto dare, non regalare, perché nulla è semplice e scontato, nulla viene regalato, come molti vorrebbero far credere; ma i traguardi possono essere raggiunti solo se si ci si lascia prendere anima e corpo da questo mestiere, sempre pronti a rimettersi in gioco, rialzarsi e ripartire, anche nei momenti bui, con nuovo slancio, energia e animati da una grande passione.
Quindi il mio augurio, per chi aspira a diventare Cuoco e crede seriamente in questa professione, è di viverla fino in fondo e praticarla con la gioia nel cuore.
Questo perché credo fortemente, che qualsiasi mestiere, quello del Cuoco in particolare, debba essere praticato sempre con la felicità nel cuore; felicità per ciò che si sta facendo e, una persona felice dentro, sicuramente saprà rendere felici anche gli altri, collaboratori, addetti e critici del settore, nonché, di vitale importanza per l’attività, i propri Clienti.

Sagge parole, oggi certamente spunto di riflessione per molte giovani e promettenti leve che con passione e dedizione stanno approcciandosi a questa professione. Grazie Roberto!!

Potete seguire Roberto Dormicchi su Triglia di Bosco

 

Noi, Ambasciatori del Territorio e dell’Enogastronomia

E’ partita da qui l’idea, che è diventata sostanza e  parallelamente si è  plasmata divenendo forma. Enogastroweb, il completamento di un percorso iniziato circa un anno fa, deve il suo avvio a questo iter formativo che ha arricchito le mie competenze e la mia cultura, umana e professionale: intraprendere un cammino, che ancora oggi continua tra queste pagine e attraverso la mia esperienza professionale sul campo.

Un percorso della durata di 8 mesi, 460 ore di cui ben 120 di stage, conclusosi con un esame scritto, una prova pratica di degustazione e una presentazione di un progetto personale in sede di esame orale.
Degustazioni, cucina, giornate di visite in aziende agrarie e in cantine. E tantissime ore di lezione teorica: vino, olio, abbinamenti, storia del territorio, prodotti tradizionali e relative classificazioni (IGP, DOP, DOC, DOCG), servizio al pubblico nella ristorazione, ma anche inglese, marketing e leadership. Tra i docenti : Gianni Volpe, Otello Renzi e Giuseppe Cristini, quest’ultimo ideatore del corso, il cui svolgimento è nato dalla sinergia tra l’Associazione “Le Marche da Bere e da Gustare” e la Provincia di Pesaro e Urbino.

Chi sono gli Ambasciatori del Territorio e dell’Enogastronomia?
Non siamo solo noi che abbiamo completato questo corso di formazione, a poterci fregiare di tale titolo qualificante.
Ad onor del vero, un altro corso indetto in seno all’Università di Urbino e da cui è poi nata un’Associazione, certamente ben nota a tutti i residenti nella provincia di Pesaro e Urbino, ha precedentemente coniato questa denominazione.
Ma per la mia pratica sul campo nel settore da qualche anno, Ambasciatori del Territorio e dell’Enogastronomia sono tantissime altre figure: produttori di vino, olio, formaggio e tipicità, che hanno dimostrato e dimostrano continuativamente  la loro passione e l’impegno per garantire al cliente un prodotto che racconti non solo la propria esclusiva tipicità, ma anche i profumi ed i colori del territorio a cui appartiene.

Ambasciatore è chi vive con passione il territorio, ne conosce le tradizioni storiche e culturali, è in grado di raccontarlo –  al visitatore di passaggio come all’amico di famiglia, o anche al fruitore turistico “standard”  – che, incuriosito da una nuova scoperta,  chiede di saperne di più…su un itinerario, una località, un prodotto enogastronomico o dell’artigianato locale.

Io, siciliana di nascita e marchigiana d’adozione ormai da circa 6 anni, ho operato una scelta ben definita : avviarmi su un percorso professionale che mi permetta di svolgere sempre meglio quella che considero una sorta di missione. Raccontare il territorio che vivo attraverso la cultura e la storia dei sapori e profumi della sua produzione enogastronomica d’eccellenza, nella cornice delle sue tradizioni storico-artistiche-culturali.

Mi auguro di poter dare un concreto contributo agli operatori di settore e all’incremento della valorizzazione di ciò che di meraviglioso della nostra Italia ancora abbiamo. L’invito passa a ciascuno di voi. Tutti possiamo fattivamente dare tanto in tal senso. Ottimismo e…proviamoci!!

Benvenuti

Con grande gioia do il mio più caloroso benvenuto ai visitatori di questo blog! Cercherò di trasmettere da queste pagine la mia visione ed il mio personale punto di vista relativo ad eventi, libri, storia, tradizioni, folklore, tipicità, arte, teatro, cinema, argomenti legati dal comune binomio enogastronomia-territorio.

Le Marche – il territorio che mi ospita e in cui vivo da circa sei anni – e la Sicilia, mia terra d’origine, avranno la prevalenza su altre regioni del nostro bel Paese, ma per un esclusivo motivo: le seguo e le conosco da più tempo e meglio delle altre, per cui ritengo di poterle documentare e raccontare con più competenza e passione.

Ma il mio augurio, che è già quasi divenuto certezza – dati i numerosi inviti in Azienda giunti sulla mail nelle ultime settimane – è di riuscire ad allargare a piccoli passi il mio raggio d’azione e conseguentemente ad accrescere la mia cultura e la conoscenza del Territorio Italiano fino a raggiungervi, conoscervi, supportarvi e raccontarvi tutti. Obiettivo, convergente con la mission di Enogastroweb 2.0: trasmetterne le Eccellenze e comunicare l’Accoglienza.

Tenetevi forte, il viaggio è appena cominciato.

Giovanna